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API E FIORI MELLIFERI

In questa pagina Claudio Mioranza ci presenta le fioriture di stagione di alcune particolari piante nettarifere visitate dalle Api


Solidago virgaurea (Verga d’oro comune)

La verga d’oro comune (nome scientifico Solidago virgaurea) è una pianta erbacea che cresce spontaneamente nelle zone temperato-fredde di Europa, Asia e Nord America e fiorisce nel periodo estivo, da Luglio a Settembre.
Il nome botanico ufficiale di questa pianta deriva dal latino: Solidago indica appunto l’atto del “consolidare”, con riferimento alle sue proprietà terapeutiche e all’uso che ne facevano già gli antichi romani, mentre virgaurea fa invece riferimento al colore giallo intenso dei fiori.

Geranium spp (Geranio)

Il nome Geranium è di chiara estrazione ellenica; infatti “gheranos” significa “gru”, bellissimo uccello a becco allungato così come è caratterizzato l’ovario e il frutto delle Geraniaceae. La pianta di geranio citata da Plinio nelle sue opere non poteva che essere il Geranio selvatico. Di geranio selvatico si riconoscono in botanica due qualità l’Erodium e il Geranium. Due varietà molto affini tra di loro. Varietà che si differenziano tra di loro soprattutto per la diversa conformazione delle foglie. Nella flora indigena della nostra penisola incontriamo circa una ventina di specie di Geranium. E’ abbastanza comune trovare in natura spazi dove sorgono e si moltiplicano in modo del tutto spontaneo piantine di geranio selvatico. Queste specie selvatiche sono diffuse nei nostri sottoboschi e prati, producono fiori melliferi molto visitati dalle api (in foto Geranio malvino).

Allium ursinum L. (Aglio orsino)

L’Aglio orsino (Allium ursinum L.) è una pianta bulbosa, erbacea, perenne, eretta non molto alta, con fiori bianchi e foglie larghe, delicate e setose, dall’odore pungente di aglio. Appartiene alla famiglia delle Liliaceae come il tulipano, il giglio, il mughetto ed altre. La si può trovare nei nostri boschi umidi a volte in popolamenti spesso massivi e fitti.

Galathus nivalis (Bucaneve)

Il Bucaneve, Galathus nivalis, appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae. Il nome Galathus deriva da due parole greche gala, che significa latte, e anthos, che significa fiore, nel complesso quindi la parola galathus significa fiore bianco come il latte. Il nome nivalis invece è riferito alla fioritura della pianta che avviene dopo l’inverno, in mezzo alla neve, per questo motivo il bucaneve è anche chiamato comunemente stella del mattino.

Borrago officinalis (Borragine)

E’ una pianta erbacea annuale alta fino a 60 cm con fiori azzurri a corolla stellata e foglie verdi scuro (commestibili) alterne lanceolate. Fioritura in primavera per circa 4 mesi , produce poi dei semi scuri che poi caduti a terra produrranno nuove piantine.
La pianta è usata in medicina per le sue sostanze contenute come muccilagini, tannini, flavonoidi, ecc
Il potenziale mellifero è superiore a 500 kg/ha; un fiore produce 4,5 mg di zucchero, quindi se ne consiglia la coltivazione nelle aiuole o nelle scarpate di terra.

Crataegus monogyna Jacq. (Biancospino comune)

E’ un arbusto o un piccolo albero molto ramificato e dotato di spine, appartenente alla famiglia delle Rosaceae.
La pianta può raggiungere altezze comprese tra i 50 centimetri ed i 6 metri. Il fusto è ricoperto da una corteccia compatta e di colore grigio. I rami giovani sono dotati di spine che si sviluppano alla base dei rametti brevi. Sono i rametti spinosi (brocche) che in primavera si rivestono di gemme e fiori che hanno ispirato Giovanni Pascoli nella poesia Valentino del 1903 ( ” come le brocche dei biancospini”).

Fiori – I fiori sono raggruppati in corimbi, che ne contengono circa 5-25. I petali sono di colore bianco-rosato e lunghi 5 o 6 millimetri.il biancospino è una pianta mellifera e si può ricavare un miele monoflorale

Frutti – I frutti sono ovali, rossi a maturazione, delle dimensioni di circa 1 cm e con un nocciolo che contiene il seme. La fioritura avviene tipicamente tra aprile e maggio, mentre i frutti maturano fra novembre e dicembre. I frutti del biancospino sono edibili, ma solitamente non vengono mangiati freschi, bensì lavorati per ottenere marmellate, gelatine o sciroppi.

Helleborus viridis L. (Elleboro verde)

Questo fiore invernale è chiamato comunemente Rosa di Natale. Appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee. è una fioritura precoce che annuncia alle ns api l’inizio della primavera , fiorisce nel sottobosco, il fiore si presenta con cinque petali verde chiato con pistilli bianchi . Appartiene alle specie delle erbacee perenni. Le foglie, annunciatrici della sua fioritura, sono grandi, palmate, coriacee, di un colore verde scuro.
Secondo l’etimologia, questo termine deriva dal greco, Helleborus: è formata da due parole greche che significano”far morire ” e “nutrimento” che uccide, in riferimento alla sostanza venefica che contiene. Infatti tutta la pianta è altamente velenosa.

Rododendron

Il nome, Rhododendron, deriva del greco rhodon= rosa e dendron= albero, ovvero albero delle rose.
nelle nostre dolomiti è presente il R. hirsutum L. è un arbusto sempreverde, alto fino a 50 cm, frequente sui suoli calcareo-dolomitici o raramente silicei con presenza di calcare, delle nostre montagne ad altitudini tra il piano montano e ha rami tortuosi che nella parte apicale portano foglie coriacee e brevemente picciolate, di forma ovoidale o ellittica, con margine intero e lungamente cigliato, di colore verde scuro sulla pagina superiore più chiare su quella inferiore, i fiori dalla fioritura estiva, sono sorretti da peduncoli pelosi sono riuniti in corimbi terminali in numero massimo di 10, il calice è anch’esso ispido e peloso, e termina dividendosi in 5 lobi, lanceolati-acuti, mentre la corolla rosata o più raramente bianca, ha forma ad imbuto.

 Chimonanthus

è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Calycanthaceae, originario dell’Asia, conosciuto comunemente come calicanto.
Il nome viene dal greco e significa “fiore d’inverno” i calicanti sono arbusti di dimensioni medie, a foglie caduche, originari della Cina.
Produce un arbusto disordinato, con vari fusti eretti, ben ramificati, che danno origine ad una vegetazione densa ed intricata. Le foglie appaiono in primavera, dopo o durante la fioritura, e sono allungate, molto simili a quelle di un pesco o di un salice, lanceolate, di colore verde medio. La caratteristica peculiare del calicanto sono sicuramente i fiori, che sbocciano in pieno inverno, in febbraio o marzo, indipendentemente dalle condizioni climatiche, e ben prima che la pianta abbia cominciato a produrre le foglie; il risultato è un arbusto all’apparenza secco, completamente ricoperto da fiorellini molto profumati melliferi.

Thymus serpyllum L.

Il serpillo (Thymus serpyllum L.), anche detto pepolino, pipernia o timo selvatico è una pianta appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.[1] Comune in tutta Europa e Nord Africa, è una delle specie di timo più diffusa, utilizzata da secoli per scopi culinari, ornamentali e medicinali.

Salix caprea L.

Salice delle capre, Salica, Salicone, Salice cinereo, Salice di montagna

Forma Biologica: P caesp – Fanerofite cespugliose. Piante legnose con portamento cespuglioso.
P scap – Fanerofite arboree. Piante legnose con portamento arboreo.

Descrizione: Arbusto policormico (2-6 m) o piccolo albero (anche oltre 12 m), con corteccia abbastanza liscia da giovane, di colore grigio verdastro, in età avanzata grigia, grossolanamente fessurata longitudinalmente in placche romboidali;gemme con una sola perula, ad apice ricurvo verso l’esterno, di forma ogivale od ellittica e di color bruno rossastro.
Fiori maschili numerosi in amenti di circa 2-4 cm densi, eretti, ovoidali, provvisti ciascuno di due stami, con antere giallo-oro ricche di polline; fiori femminili in lunghi amenti (3-8 cm) di forma cilindrica, dapprima eretti, poi riflessi, con pistillo a ovario verde, a forma di ampollina. Come tutti i salici, il salicone è specie dioica, cioè porta fiori maschili e femminili su piante separate.
Frutti in piccole capsule allungate, di colore grigio-verde; seme piccolo e provvisto di pappo piumoso bianco.

Nocciolo – Corylus avellana

Il nocciòlo (Corylus avellana L., 1753) è una pianta appartenente alla famiglia Betulaceae.[2]

Etimologia: il nome del genere deriva dal greco κορις = elmo, oppure da kurl, il nome celtico della pianta, mentre l’epiteto specifico deriva da Avella, città avellinese famosa fin dall’antichità per la bontà delle sue nocciole.

Descrizione: la pianta ha portamento a cespuglio o ad albero e raggiunge l’altezza di 5-7 m. Ha foglie decidue, semplici, cuoriforme a margine dentato. È una specie monoica dicline. Le infiorescenze sono unisessuali. Le maschili in amenti penduli che si formano in autunno, le femminili somigliano ad una gemma di piccole dimensioni. Ogni cultivar di Nocciolo è autosterile ed ha bisogno di essere impollinata da un’altra cultivar. Il frutto (la ben nota nocciola o nocciolina) è avvolto da brattee da cui si libera a maturazione e cade. Esso è commestibile ed è ricco di un olio, usato sia nell’alimentazione che nell’industria dei colori e in profumeria. (Fonte: Wikipedia)

Salvia ananas

Il genere Salvia appartiene alla famiglia delle Lamiaceae di cui fanno parte circa 900 specie di annuali, biennali, erbacee perenni e sempreverdi, la savia ananas proviene da Messico e Guatemala. Cresce a cespuglio largo circa 60 cm e alto 90-120 cm; il fusto è a sezione quadrangolare e foglie opposte di colore verde chiaro con nervature evidenti e con margine dentato. I fiori si trovano su spighe terminali (spicastri), disposti su verticilli in gruppi di quattro; hanno una lunghezza di 2,5/5 cm; sono profumati e di colore rosso rubino. La fioritura avviene tra la tarda estate e l’autunno. Potete utilizzarla coltivata in vaso o dentro ad aiuole e bordature miste.

Caryopteris

Il Caryopteris è un bell’arbusto perenne che crea un cespuglio con un portamento eretto a fontana dall’aromatico fogliame grigio-verde. Ma la sua vera bellezza si può apprezzare proprio in questi giorni di settembre, quando i lunghi rami adornano le loro punte con ciuffi di vaporosi fiorellini blu-violetto che attirano farfalle e api in cerca degli ultimi bottini a cavallo dell’autunno.

Si tratta di un piccolo arbusto a foglie caduche originario dell’Asia centrale. Ha portamento eretto, generalmente tondeggiante, e raggiunge il metro di altezza; le foglie sono piccole, ovali o lanceolate, di colore grigio-verde, leggermente pubescenti sulla pagina inferiore, sprigionano un aroma delicato se sfregate con le mani. Dalla seconda metà di agosto fino ai freddi autunnali produce numerose infiorescenze apicali ed ascellari costituite da piccoli fiori di colore blu-lavanda. Nei luoghi con temperature invernali molto rigide la pianta tende a seccare la parte aerea in tardo autunno. Esistono numerosi ibridi, a fiori bianchi o con foglie dorate o variegate di bianco. Si consiglia di staccare i fiori appassiti per favorire una fioritura più prolungata.

Ulteriori informazioni su: Caryopteris clandonensis – Arbusti
http://www.giardinaggio.it/giardino/singolepiante/caryopteris/caryopteris.asp#ixzz2j05m7jCY

Aster, Astro, Settembrino

Appartiene alla Famiglia delle Asteraceae ed è un genere comprende 500 specie di piante erbacee, perenni, decidue, molto diverse fra loro per quanto riguarda l’altezza delle piante, le dimensioni e i colori dei capolini. Tutte le specie sono adatte nel giardino roccioso e per le bordure dove è meglio riunirle in gruppi di un solo colore. I capolini sono simili a quelli delle margherite e hanno, salvo rare eccezioni, il disco giallo.

Serratula tinctoria

Cerretta comune (nome scientifico Serratula tinctoria L., 1753) è una pianta erbacea, perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

La Cerretta può arrivare fino a 1 metro di altezza (normalmente va da 10 cm a 40 cm; sembra che in condizioni particolarmente favorevoli siano stati trovati individui alti alcuni metri) e può originare degli arbusti di forma più o meno arrotondata (è considerata una pianta rustica a sviluppo arbustivo). È una pianta quasi glabra. La forma biologica della specie è emicriptofita scaposa (H scap) : ossia è una pianta perennante tramite gemme posizionate al livello del terreno con fusto allungato e mediamente foglioso. Sono considerate piante sempreverdi (mantengono le foglie tutto l’anno se il clima è abbastanza mite). È una pianta dioica, più esattamente è ginodioica (si presenta cioè o solo con fiori femminili, oppure tutti i fiori sono ermafroditi)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Farferugine (Tussilago farfara)

Piccola composita dal fiore giallo che nei primi mesi dell’anno spunta dal terreno nudo. Le foglie compaiono più tardi e sono rivestite da un caratteristico feltro bianco nella pagina inferiore.
 

Acero montano (Acer pseudoplatanus)

L’acero montano, Acer pseudoplatanus, occupa la fascia collinare e della prima montagna iniziando a comparire con regolarità nei boschi di latifoglie dai 500 metri fino ai 1.500, spingendosi talvolta, nelle migliori esposizioni a ridosso dei 2.000 metri senza mai superarli.

E’ un albero di grandi dimensioni, capace di raggiungere i 30 metri di altezza, e sviluppare una chioma con un diametro di 10 metri.

E’ pianta di rapido accrescimento, abbastanza longeva, vive circa 150 anni, ma esistono esemplari con un’età documentata di oltre tre secoli.

Le piante integre, che non abbiano subito la perdita dell’apice vegetativo, hanno un tronco unico, diritto.

La corteccia può servire per una prima stima dell’età perché fino a 40 anni circa si mantiene liscia, compatta, opaca e grigia, per poi sfaldarsi in grandi placche. A prima vista questo fenomeno può essere scambiato da occhi inesperti per un segno di cattiva salute della pianta, ma è invece fisiologico.

Caratteristiche

Le foglie sono grandi (fino a 15 cm e più), tanto larghe quanto lunghe, ma mai pesanti, mosse anche dal vento più leggero, pronte a piegarsi verso l’alto in presenza di correnti ascensionali che si generano dal riscaldamento del terreno, mostrando la pagina inferiore più chiara con le venature principali in rilievo.

Il picciolo è lungo e robusto, spesso tinto di rosso. Anche la nuova vegetazione, specie nelle giovani piante ed in posizione apicale, assume all’inizio questo colore.

Le foglie presentano cinque lobi dal margine variamente dentato, sempre acuti all’apice anche quando assumono una forma leggermente ovata. I due in posizione basale possono essere più o meno accentuati.

Dopo l’apertura delle gemme e il dispiegamento delle foglie compaiono i fiori, sempre poco appariscenti, raccolti in racemi penduli.

Il frutto è la caratteristica “elica”, si tratta di una disamara, formata dall’unione di due samare, in forma di “V” capovolta e più o meno aperta, con espansione alare membranacea, dapprima verde e poi rossastra.

Salvia pratense (Salvia pratensis)

Pianta da fiore della famiglia Lamiaceae, nativa dell’Europa, dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale

Primula L.

Primula L. è un genere di piante della famiglia delle Primulacee, originario delle zone temperate di Europa, Asia e America.
Il nome deriva dal latino primus per indicare la precocità di fioritura che avviene subito dopo la scomparsa della neve, quando nei prati comincia a comparire l’erba. La nostra primula spontanea diffusa nei boschi è la Primula vulgaris, comune nei boschi e nota col nome comune di primaverina, si trova poi anche la Primula veris, a occhio di civetta, e la Primula farinosa, dai fiori colorati di rosa o rossi, comune sulle Alpi.

Primula veris

Primula farinosa

Primula vulgaris

Primula clusiana

Primula florindae

Primula anisodora

Primula elatior

Primula hortensis
(ibrido di P. vulgaris)

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]
Comprende circa 500 specie di piante erbacee annuali e perenni, alte da pochi centimetri fino a diversi decimetri, con foglie basali a rosetta sessili o picciolate, fiori coloratissimi riuniti in ombrelle, capolini, grappoli o verticilli sovrapposti, circondati da brattee, sorretti da lunghi gambi. I frutti sono generalmente a capsula.

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