Buon 2020 a Tutti.
Ci troviamo a scrivere due righe per darvi alcuni aggiornamenti e altro che riposo, come cantava Pavarotti nella Turandot: nessun dorma! nessun dorma!
Dopo un anno difficile e dispendioso per tutti, ad Ottobre nutrivamo un cauto ottimismo per l’assenza di covata e i tempestivi trattamenti antivarroa eseguiti  a tutte le famiglie di api (in alcuni con caduta di Varroa medio-alta), le anomale condizioni climatiche ci hanno giocato l’ennesimo scherzetto. Infatti il mese di dicembre, dopo un iniziale primo freddo, ha riservato temperature miti nelle ore centrali delle giornate inducendo molti alveari a riprendere la covata!
Da visite in apiario eseguite velocemente in questi primi giorni di gennaio dai nostri tecnici su alcuni alveari campione in zone soleggiate della destra e sinistra Piave (Limana e Cesiomaggiore) e da notizie provenienti da apicoltori della montagna, è stata riscontrata la presenza di covata: una rosa opercolata di circa 5 cm circa su quasi tutti gli alveari, attualmente senza evidente covata fresca.


Un dato che è a nostro avviso allarmante per l’aggravio del lavoro delle api svernanti che sono costrette a lavorare per mantenere la temperatura interna di 35°C (vedi il nostro alveare online) ed anche per i frequenti voli esterni per raccogliere acqua (per mantenere l’umidità per la covata); questa situazione chiaramente offre la spiacevole opportunità alla Varroa presente nell’alveare di moltiplicarsi.
Non disperiamoci, speriamo che l’inverno si faccia sentire con un deciso e brusco abbassamento delle temperature in modo che le api cessino la covata e tornino in glomere. In tal caso come già indicato nell’ultimo notiziario è opportuno eseguire un trattamento antivarroa sublimato entro la fine di gennaio, prima della ripresa della normale covata.
Comunque gli attuali voli esterni permettono alle api di purificarsi e a noi di osservare/valutare lo stato di salute della famiglia in base al colore delle feci che sporcano nei d’intorni. Facciamo attenzione a rilevare eventuali feci diarroiche ed osservare se ci sono api che dal predelino uscendo volando e cascano per terra immediatamente e li vi rimangono in quanto incapaci di volare (probabili sintomi di Nosema).
Il consumo delle scorte delle famiglie è finora sembrato normale, ma nel dubbio e sopratutto per i nuclei (il cui peso è di più difficile valutazione) è bene mettere del candito come scorta aggiuntiva.
Eventuali visite interne e restringimenti sono da rimandarsi a febbraio in quanto ora potrebbero essere controproducenti.
Terminiamo riprendendo l’opera iniziale Turandot con i significativi versi successivi:
Tu pure, oh principessa
Nella tu stanza fredda
Guardi le stelle che tremano
D’amore e speranza.
Di nuovo Buon anno a tutti e con l’Augurio che le nostre api sappiano reagire e stupirci.
Saluti dallo staff tecnico e direttivo

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