Pubblichiamo il giudizio dato dall’analisi pollinica di miele d’Acacia bellunese prodotta da un nostro socio nell’area Belluno-Alpago.
Sicuramente non potrà essere paragonato per la purezza con i mieli d’Acacia prodotti nel Montello o nella Pianura padana, ma la nostra Acacia bellunese racchiude tutta la biodiversità delle nostre vallate floristicamente ricche ed ambientalmente incontaminate. Un vero e proprio tesoro prodotta dalle nostre fedeli Api carniche.

Analisi melissopalinologiche: “Lo spettro pollinico corrisponde a quello di un miele UNIFLORALE DI ROBINIA (ACACIA) (polline di Robinia 47% delle specie nettarifere). 

Infatti la relativa scheda di caratterizzazione prevede una frequenza minima del polline della specie del 15% (cfr Persano Oddo et al., 2000 – I mieli uniflorali italiani. Nuove schede di caratterizzazione. MIPAF, Roma).
Anche la relativa norma UNI (UNI 11382:2010 Miele di acacia (Robinia pseudacacia L.) – Definizione, requisiti e metodi analisi) prevede gli stessi limiti. Sono presenti anche: indaco bastardo, pomacee, agazzino, acero, biancospino, ginestrino, salice, sanguinello, albero dei tulipani, cresta di gallo, crocifere, drupacee del gruppo del ciliegio, fiordaliso giallo o stoppione, ippocastano, ligustro, ombrellifere del gruppo della carota e del coriandolo, spino di Giuda, gruppo del timo, trifoglio violetto, veccia, non ti scordar di me. Sono presenti anche pollini di piante prive di nettare: Trachycarpus, altre graminacee, frassino, kiwi, olmaria, orniello, papavero, piantaggine, sambuco. Si rileva una leggera presenza di lieviti”.

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