APIDOLOMITI

Benvenuti in Apidolomiti! Associazione/Cooperativa Apicoltori delle Dolomiti. A Belluno dal 1975

downloadAttenzione: questo periodo rappresenta una fase molto delicata per le nostre famiglie di Api che ora sono in ripresa primaverile; avviene infatti un calo naturale delle api che hanno superato l’inverno all’interno dell’alveare. La prima covata nascente con le nuove api non è sufficiente per compensare queste perdite e i ritorni di freddo e il maltempo possono minare questo equilibrio fragile.
E’ quindi opportuno visitare gli alveari velocemente e nelle ore centrali con temperature miti (api svolazzanti), accertandosi della presenza di covata e di sufficienti scorte a fianco della covata. Provvediamo inoltre a togliere eventuali telaini esterni già ripuliti dal miele e non più presidiati dalle api, posizionandoli oltre i diaframmi isolanti (ci serviranno più avanti per l’allargamento della famiglia).
restringimentocandito-3Se dalle visite in apiario le famiglie risultano scarse di scorte fate molta attenzione e provvedete a somministrare del candito o a fornire dei telaini immagazzinati con scorte di miele.

Dopo le discrete fioriture di nocciolo e le prime raccolte di polline, in Valbelluna sono già comparsi anche i primi gattici (Salix caprae). Si tratta di una fioritura molto importante per gli alveari perché offre una quantità di polline (e in parte anche nettare) particolarmente significativa, che consente l’avvio di una fase di crescita molto rapida delle famiglie. Il Salix caprae è solo il primo della serie di fioriture appartenenti alla famiglia dei Salici, che si susseguono fino a tarda primavera.
Buon lavoro a tutti
Apidolomiti

Il progetto “I Mieli delle Alpi” ci vede protagonisti assieme alle altre realtà di tutti i differenti Paesi e Regioni presenti nell’arco Alpino. Apidolomiti ed il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP erano presenti in Valle d’Aosta come rappresentanti del Veneto e dei prodotti certificati italiani. Programma del Convegno tenuto a Chatillon-AOSTA il 13/02/2016

logo-IZSVe-104x70Scarica qui il materiale didattico lasciato dai Docenti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (Centro Regionale Apicoltura) nell’ambito ei corsi di aggiornamento obbligatori annuali riservati ai Tecnici apistici abilitati e iscritti al Registro Regionale dei Tecnici Apistici del Veneto.

Gli argomenti trattati riguardano:

  • i prodotti dell’alveare;
  • la gestione sanitaria dell’apiario;
  • la qualità chimico-fisica e organolettica delle produzioni apistiche;
  • qualità e monitoraggio in apicoltura.

Materiali didattici da scaricare:

Apimell2016SABATO 05 MARZO 2016 – GITA A PIACENZA: APIMELL
Con partenza da Belluno in Piazzale Resistenza (stadio Comunale) ore 05:00 e tappe a Sedico, Busche, Feltre e Fonzaso-Fenadora. Rientro in serata entro le ore 21:00 circa
Costo viaggio: 25 Euro – Biglietto ingresso: 8 Euro
Posti limitati. Per prenotazioni: Aurora tel. 3408502297

 

ape1Giovedì 18 febbraio 2016 alle ore 20:30 riprenderanno gli incontri mensili di Apicoltura a cura dei Tecnici apistici di Apidolomiti. Come di consueto l’incontro sarà svolto presso la sala riunioni del Municipio di Limana e sarà trasmesso in diretta streaming nel nostro sito; per accedervi basterà seguire le istruzioni che saranno indicate nel sito quella sera.
Argomenti del 18/02/2016:

  1. Novità dalla riunione dei Tecnici Apistici con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
  2. Programma delle attività Apidolomiti 2016
  3. Lavori in magazzino e in apiario

Corso APICOLTURA 2016 - ApidolomitiSono aperte le iscrizioni ai Corsi Base Gratuiti di Apicoltura 2016. Quest’anno, viste le numerose richieste pervenute, i corsi si terranno nelle seguenti sedi:

  • LIMANA con inizio Martedì 01 Marzo 2016 (Posti esauriti a Limana!)
  • FELTRE con inizio Martedì 08 Marzo 2016 (Posti esauriti a Feltre!)

Per maggiori informazioni sui contenuti, sul calendario e le sedi dei corsi clicca qui

fine

PREISCRIZIONE

In una stagione invernale anomala come quella riscontrata quest’anno (2016), nella quale solo ora – a metà gennaio – registriamo delle temperature nella media,  abbiamo potuto notare che per lungo tempo le nostre api non si sono chiuse in Glomere, ma la contrario hanno proseguito la loro l’attività esterna e talvolta hanno ripreso la covata con le relative conseguenze (consumo scorte ,invecchiamento precoce).
Diversi studi hanno dimostrato il ruolo importante dell’accumulo di proteine nei corpi grassi dell’ape invernale, ed in particolare della Vitellogemina che quest’ultima contribuisce ha produrre pappa reale e rinforza il sistema immunitario prolungando la vita delle api.  La Vitellogemina quindi consente alle api di superare i mesi invernali nei quali non c’è apporto di polline.
Per invernare bene le api va dunque capito il ruolo delle api invernali o api dal corpo grasso: infatti giorni prolungati di maltempo possono comportare, in certi momenti dell’anno, una perdita di riserve di polline che costringe le api nutrici ad attingere alle proprie riserve corporee oppure le porta ad abbandonare le larve più giovani per nutrire solo quelle in cui hanno già investito tanto lavoro. Quando la carenza di proteine si accentua ulteriormente le Api cannibalizzano le larve di eta’ intermedia per poter riuscire a produrre con le proteine ricavate la Pappa reale.
Le api infatti in autunno si preparano fisiologicamente all’inverno accumulando proteine nell’emolinfa, inoltre il tasso di ormone giovanile diminuisce progressivamente da ottobre fino a gennaio, per poi aumentare vertiginosamente in primavera dove la proteina Vitellogemina diminuisce e vi è la ripresa della piena funzionalità della ghiandola ipofaringea;
in tal modo le api svernanti ritornano allo stato fisiologico di Api bottinatrici.
Questo tipo di metabolismo è strettamente collegato al fotoperiodo (esposizione solare), alle temperature esterne ed alla  disponibilità di risorse esterne e feromone della covata. Questo spiega probbabilmete la ripresa della covata in parecchie delle nostre famiglie nellee giornate invernali assolate con temperature miti e qualche fioritura precoce.
Questi aspetti davvero singolari possono farci capire quando è importante l’equilibrio del Super-Organismo Alveare e quali possono essere alcune delle numerose cause che influenzano il comportamento delle Api.
(Per maggiori informazioni consultare la rivista LAPIS 10-11/2015)
Vi aspettiamo al prossimo incontro tecnico di febbraio.

I Tecnici Apistici di Apidolomiti

ederaAl primo concorso mieli provinciali organizzato lo scorso ottobre in occasione di Limana PAESE DEL MIELE si è distinto un miele raro nelle nostre produzioni: il miele di edera. Si tratta di una produzione autunnale che per il suo raccolto richiede molta lavoro e quindi passione! Chiedetelo a Jurghen e Remigio che lo hanno realizzato nei pressi di Belluno nelle zone di Case Bortot e Tisoi.
Il periodo di produzione sono i mesi di settembre e ottobre; i melari vanno posizionati nelle famiglie più forti e i telaini da melario parzialmente riempiti di tale miele vanno prelevati ogni 3-4 giorni, smielati molto rapidamente e sottoposti a deumidificazione prima che la sua velocissima cristalizzazione abbia inizio . Questo miele è in assoluto il più ricco in glucosio, il principale artefice della rapida e fine cristalizzazione e della sua caratteristica struttura fondente.
L’Edera, come pianta infestante, è ben diffusa nei nostri boschi, nelle aree incolte, e in vecchi vecchi muri e pareti di roccia assolate. Quest’anno le belle giornate autunnali calde hanno favorito per l’Edera una buona fioritura e conseguente produzione di polline e poi anche piccole produzioni di Miele d’Edera da parte delle nostre famiglie di api, fondamentale per l’alimentazione degli ultimi cicli di covata.
Il Miele di Edera immagazzinato nei favi si presentava in celle bianche contenenti il prodotto già cristalizzato (duro), tanto quasi da confondersi con un candito. L’impiego di questo prodotto da parte dell’ape richiede un gran lavoro e l’impiego di acqua prelevata all’esterno per poterlo ingerire .
Nelle zone di forte importazione è preferibile utilizzarlo per la costruzione di nuovi favi piuttosto che costituire favi di scorte invernali.
Veniamo ora a descrivere le sue caratteristiche organolettiche :
il miele di Edera si presenta con una cristalizzazione fine, di colore bianco avorio tendente al giallo, il suo profumo si connota per le fragranze vegetali di radice, foglie di conifera, liquirizia e di muffe nobili.
Al palato trasmette una sensazione iniziale di fungo, la sua dolcezza è mitigata da ricordi erbacei ed un retrogusto asciutto con richiamo alla canella e alla resina fresca.
Un prodotto raro che vi consigliamo davvero di provare… Buona degustazione!

Per saperne di più sul primo Concorso i MIGLIORI MIELI DELLA PROVINCIA DI BELLUNO clicca qui

Logo_Apidolomiti_by_ErondaDomenica 20 dicembre 2015 l’Assemblea Straordinaria dei Soci Apidolomiti Servizi S.C.A.P.A. ha deliberato all’unanimità, in seconda convocazione, il cambio di denominazione e ragione sociale in Apidolomiti S.C.A.R.L. (Società Cooperativa Agricola a Responsabilità Limitata) e contestualmente è stato approvato il nuovo Statuto sociale. Il Consiglio di Amministrazione ringrazia tutti i Soci per la numerosa partecipazione.

ApiInverno2015Quest’anno purtroppo l’inverno ha tardato ad arrivare e le nostre api con le varie giornate assolate e miti hanno continuato a perlustrare il territorio nelle ore centrali trovando sempre qualche fioritura fuori stagione da bottinare (come Tarassaco, Erica, Calicanto, ed altro)
In questa stagione avrebbero invece dovuto trovarsi in glomere, risparmiando quindi preziose energie e scorte per la ripresa primaverile .
Tutto questo ha portato in questi giorni ad una ripresa anticipata della covata in alcune nostre famiglie o nuclei. Osservando il volo intenso davanti al predelino e soprattutto il vassoio sottostante, potrete trovare qualche pallina di polline e alcune uova (vedi foto) cadute dall’alto e perse da una regina frettolosa nella sua ovodeposizione. Purtroppo abbiamo rilevato già essere presenti in alcuni alveari 1-2 rose di covata nella parte frontale/centrale ed in alcuni casi ci appaiono già piuttosto ampie( vedi foto).
Alla natura e tempo non si comanda e quindi dobbiamo adeguarci sperando innanzitutto che il vero inverno con temperature rigide riporti ora le api nella situazione naturale di assenza covata e riporti a chiudersi in glomere. Se questo non avvenisse potrebbe proseguire la covata con conseguente dispendio di energie e l’ innalzamento della temperatura interna. Questo determinerebbe il consumo precoce delle scorte di miele e comprometterebbe la longevità delle api svernanti.
Queste famiglie dovranno quidi essere monitorate valutandone il peso e se necessario reitegrare quanto prima le scorte alimentari consumate con del candito.
Ci confronteremo su questo tema in occasione dell’Assemblea del 20/12/2015
A tutti voi Buone Feste e Buon Natale
dai Tecnici Apistici Apidolomiti

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