Finalmente piove sulle nostre arse campagne e boschi assetati d’acqua. Tranne un po’ di neve in alta quota erano infatti molto evidenti i segnali di siccità anche nel nostro territorio che da tempo, nel bene e nel male, aveva beneficiato di un prolungato, assolato e tiepido inverno.

Come noto le api stimolate da questo inverno mite hanno ripreso anticipatamente la covata e spingendosi al primo raccolto di polline di nocciolo la cui fioritura che ha goduto di ottime condizioni climatiche. Questa fonte proteica ha ben giovato alle nuove larve ed alle api nascenti che garantiscono ricambio delle operaie.

Ora è  appena iniziata la fioritura del  salice anch’esso molto generoso di polline, ma anche di nettare necessario per rimpinguare le scorte presenti nell’alveare. Nelle zone vocate l’Erica carnea grazie alla pioggia le api potranno raccogliere buone quantità di nettare e polline.

Viste le temperature anomale e come consigliato, è fondamentale aver eseguito nelle settimane scorse una prima visita veloce del nido e ristretto le api sui favi effettivamente occupati tra 2 diaframmi isolanti, verificando le scorte presenti (attenzione al miele cristallizzato di edera) ai lati della covata e ove necessario integrato con favi di miele ai lati  o candito sopra il glomere.

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