Con una produzione di 22.000 tonnellate si è chiusa un’annata difficile al Sud, mentre al nord si torna a produrre l’acacia, seppur in modo irregolare. Preoccupa la situazione anomala di arresto del mercato registrata a partire dal mese di settembre. E’ quanto emerge dai dati raccolti nel 2018 dalla rete di rilevazione dell’Osservatorio Nazionale Miele.

Nonostante l’elevata mortalità e una situazione climatica non particolarmente favorevole, nelle regioni vocate del Nord e in alcune zone del Centro, sono state ottenute rese discrete di miele di acacia e produzioni buone anche se disomogenee per i raccolti estivi. Al Sud l’andamento climatico ha pregiudicato i raccolti per tutto l’anno a partire dal miele di agrumi le cui rese sono state molto scarse, soprattutto in Sicilia.

Dai dati delle rese produttive applicati al numero di alveari in Banca Dati Apistica nazionale e dalle stime dettagliate dell’Osservatorio nel report, emerge una produzione nazionale di circa 22.000 tonnellate di miele, a testimoniare un’annata produttiva complessivamente accettabile ma con forti disomogeneità a livello territoriale. Desta molta preoccupazione la situazione anomala di mercato che si è verificata a partire dal mese di settembre, con uno stallo delle compravendite e con quotazioni in sensibile diminuzione per tutti i principali mieli.

I dati di consumo evidenziano al contempo un andamento negativo delle vendite a scontrino con un calo nel 2018 rispetto al 2017 che all’opposto aveva segnato buoni tassi di crescita. Al link https://www.informamiele.it/document/report-annuali-produzione-e-mercato sono scaricabili sia il report che due tabelle integrative con la stima quantitativa delle produzioni regionali.

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