Benvenuti in Apidolomiti! Associazione/Cooperativa Apicoltori della Provincia di Belluno Dolomiti

Dettati da una Voce tonante proveniente dal cielo e ricevuti personalmente sul Monte Sinai da Paolo Faccioli (Tratto da L’Apis)

1 Impara la biologia dell’ape (e fanne buon uso)ape1

Soprattutto nel nostro periodo storico, in cui la vita delle api è messa in pericolo da diversi fattori, non si può agire senza sapere bene su cosa stiamo mettendo le mani. Per teoria intendo la biologia, i cicli vitali dell’alveare. Conoscere quest’ultimi significa saper esattamente quando e come intervenire, sia che si parli di trattamenti antivarroa o altro

2 Visita periodicamente il nido

corso-aggiornamento-tecnici-apistici-2015Qui sono speculari un pregiudizio da dilettante, per cui ogni visita dell’alveare costituirebbe un disturbo, e uno da professionista, per cui una volta messo il melario non si ispeziona più il nido. In certi casi un “disturbo” in più, può valere la pena traducendosi anche in lavoro risparmiato. Ovvero quello necessario per eliminare successivamente gli alveari infetti , e in una maggior tranquillità nel sapere che la malattia non si sarà diffusa in tutto l’apiario.

3 Conosci i tuoi vicini, coinvolgili e collaboraci assiemecorsoapilimana2014

Controllare il proprio apiario potrebbe non essere sufficiente. In alcuni casi le malattie potrebbero venire da apiari vicini. Diviene quindi fondamentale avere un continuo rapporto di scambio d’informazioni, idee, considerazioni per risolvere le varie problematiche ed evitare il diffondersi di malattie.

4 Impara a riconoscere il saccheggio e a non provocarlo. Adotta regole di quarantena

Il saccheggio a volte è causato dall’inesperienza e dall’imprudenza dell’apicoltore, altre volte utilizzato intenzionalmente per far svuotare del miele favi non più utilizzabili o pulire i melari dopo la smielatura. Pratica che può risultare molto comoda nella gestione aziendale, ma che in presenza di malattie è il modo migliore per diffonderle.

5 Da’ il tuo contributo alla selezione (se ognuno aggiunge la sua goccia, costruiamo un mare)

Prima dell’arrivo degli apicoltori, cosa succedeva alle famiglie d’api? Le più sensibili a una malattia si ammalavano e morivano. Cosa ha invece fatto per cent’anni l’apicoltore “moderno”?
Ha sempre cercato di tenere in vita tutte le famiglie, resistenti o sensibili, accudendole, e medicandole, permettendo che si perpetuassero, per via femminile(regine) o maschile (fuchi), caratteri genetici che la natura avrebbe eliminato. Sopprimere le famiglie ammalate e non “selezionare” da esse, anche se valide per altre caratteristiche genetiche, è un contributo che ognuno può dare alla genetica delle api.

 6 “Forza” le api solo quando ci sono le condizioni ottimali per farlo

Inserire fogli cerei, mettere i melari, “salassare” le famiglie per contenere la sciamatura, formare nuovi nuclei, a volte persino una visita molto accurata in cui si tolgono tutti i favi dall’arnia, possono essere fattori di stress, se non effettuati in presenza di condizioni ottimali:quando la covata non rischia di raffreddarsi o di essere abbandonata dalle api, perché c’è stato un ritorno di freddo e noi avevamo invece “allargato” troppo la famiglia.

7  Cura la salubrità della postazione

apiarioUna buona postazione che fornisca una alimentazione  ricca e costante. Fonti di polline di varie specie. Una postazione deve avere un clima salubre e senza estremi di temperatura ed umidità.  Valutare la presenza di fonti d’acqua non inquinata, per rinfrescare l’alveare d’estate e per sciogliere il miele immagazzinato. Non ammassare troppi alveari nella stessa zona se ho avuto manifestazioni patologiche (pericolo di saccheggi, derive, carestia)

8  Impara anche la biologia delle malattie e dei parassiti

OLYMPUS DIGITAL CAMERALe malattie hanno diverse evoluzioni e pericolosità, diversi fattori favorenti, alcune colpiscono la covata, altre le api adulte e così via. Il riconoscimento deve invece essere tempestivo, molto prima che la famiglia o l’apiario possano essere compromessi. I manuali possono servire per familiarizzare, poi servono pratica, scambio di comunicazioni ed esperienza con altri apicoltori e aver visitato tanti  tanti alveari e tante volte.

9 Non far mancare il giusto nutrimento alle api

L’insorgere di molte malattie è collegato a stress alimentare. Un flusso nettarifero stimola anche il comportamento igienico delle api, che puliscono e liberano le celle. Assenza di raccolto porta invece a mantenere più facilmente nell’alveare materiale contaminato. In certi casi una nutrizione può costituire un flusso nettarifero artificiale. In zone fredde o di montagna, un’abbondante nutrizione autunnale con sciroppo denso, che riempia lo spazio interno, può aiutare a stringere il glomere invernale, rendendo le provviste più facilmente raggiungibili.

10 Rinnova la cera, ma con intelligenza

Come sempre gli estremismi sono dannosi. E’ capitato di dover staccare i favi con martello e scalpello per eseguire delle visite. tanto erano vecchi quest’ultimi. In altri casi famiglie con un rinnovo completo della cera hanno avuto problemi di sanitari. Una buona abitudine è il rinnovo annuale di almeno un terzo della cera.

Raccolta Fondi Alluvione BL
SMS Solidale Alluvione Belluno 2018
Apidolomiti PLAY
API E FIORI
FOTO
Foto di Stagione
Archivio notizie
Argomenti