Ricorderemo purtroppo certamente il 2019 come un anno nero per l’Apicoltura. Dopo un avvio di stagione meteorologicamente molto sfavorevole a causa delle continue perturbazioni che hanno portato a maggio piogge e nevicate, purtroppo anche quando le condizioni sono migliorate, non è stato possibile recuperare nemmeno la ritardata fioritura della Robinia. Le piante probabilmente fisiologicamente stressate hanno prodotto una fioritura disomogenea o molto scarsa con i fiori asciutti, spesso caduti al primo temporale

Il poco nettare di Acacia (Robinia pseudoacacia) raccolto è finito nel nido dove le scorte erano purtroppo minime.

Vi invitiamo sempre a visitare le api e verificare la quantità di scorte alimentari loro disponibili e, se necessario, a provvedere ad alimentarle con sciroppo.

Le Regine hanno ora ripreso la covata ed è quindi da valutare, durante le vostre visite in apiario, se aggiungere un foglio cereo nuovo o già costruito per dare alle api spazio di espansione. Possiamo ora togliere i cassetti antivarroa sottostanti per dare respiro all’alveare viste le temperature elevate. Noterete sicuramente delle “barbe di Api” all’ingresso delle arnie ed è quindi opportuno posizionare degli abbeveratoi per idratarle.

Alla data in cui scriviamo sono iniziate le fioriture estive e, come rilevato nelle prime osservazioni, i fiori dei Tigli di montagna (Tilia cordata) si presentano già rovinati a causa degli attacchi di afidi e probabilmente delle scorse condizioni meteorologiche primaverili. Le foglie spesso risultano rovinate e sono rari i boccioli in fiore. Come da nostra esperienza, si conferma un’alternanza annuale nella fioritura del Tiglio, con il susseguirsi di annate abbondanti e annate scarse.

Migliore sembra invece essere la situazione dei Tigli ornamentali presenti in giardini, parchi e viali, decisamente meno coinvolti dagli attacchi di afidi.

Le uniche piante in salute sembrano essere i Castagni (Castanea sativa) che hanno appena cominciato a fiorire (anche loro con una settimana ritardo). Qui le api raccoglieranno dapprima soprattutto il polline e poi, favorito dalle alte temperature, seguirà il nettare.

A macchia di leopardo in Valbelluna sono comparse delle piccole produzioni di melata di bosco di colore ambrato (non scuro) con sfumature verdognole. All’assaggio è dolce, delicata e con sapore di linfa vegetale.

Salvo qualche eccezione, sostanzialmente ora le famiglie di api, prive anche di una parte di bottinatrici a causa del blocco parziale di covata registrato a maggio, stanno ancora raccogliendo il nettare necessario per il loro fabbisogno quotidiano e riescono a portare poco a melario.

In montagna invece, ora che si è finalmente stabilizzata la stagione, si è registrata una bella esplosione di fioriture e le api stanno ora lavorando bene. Speriamo che possano recuperare ed andare a melario dato che nel 2018 la produzione è stata quasi nulla!

Non abbiamo ancora notizie della presenza di melata sull’Abete rosso, cosa che naturalmente ci auspichiamo per le zone vocate.

Non trascuriamo gli aspetti sanitari, la Varroa sta moltiplicandosi e di conseguenza si possono manifestare anche dei casi di virosi che, quest’anno più che mai, potrebbero essere frequenti visto anche lo stress alimentare subito dalle api. E’ evidente che le famiglie di api in questa annata possono presentarsi più deboli del solito, quindi il trattamento estivo antivarroa dovrà essere svolto con molta cura e precisione, con l’obiettivo di arrivare al prossimo inverno con blocchi di api sane e forti

I trattamenti sanitari saranno oggetto del prossimo incontro tecnico che si terrà nella prima settimana di luglio (Venerdì 5 luglio 2019 ore 20:30 presso la Sala “L. Nocivelli” della nuova Biblioteca di Limana e in streaming su Apidolomiti Play) . Vi invitiamo a partecipate numerosi!

 

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