Tempo di  valutazioni e conclusioni sui dati registrati in quello che dovrebbe essere l’ultimo importante trattamento antivarroa autunno/invernale. Ad ottobre segnali come la covata ridotta e la cessazione dell’ovodeposizione indicavano un’importante situazione di assenza di covata con la Varroa presente in fase foretica sulle api: le condizioni ideali per eseguire il trattamento antivarroa con i prodotti autorizzati a base di Acido ossalico.

Favoriti anche dalle condizioni meteo anomale (caldo) gli apicoltori hanno operato gli ultimi restringimenti delle api nel nido sugli favi effettivamente occupati, verificato le scorte (in alcune zone il raccolto sull’edera è stato rilevante con conseguente miele cristallizzato sui favi), eventualmente integrato l’alimentazione con un panetto di candito ed infine eseguito il trattamento antivarroa in base alla tecnica scelta (sublimati ripetuti, gocciolato o spruzzato).

Durante queste visite inoltre si è appurato che in alcune famiglie era continuata oppure ripresa la covata (1-2 rose ridotte) per varie cause che potrebbero essere dovuto all’età giovane della regina (da poco fecondata) oppure a situazioni di forte infestazione di Varroa che potrebbe aver causato una mortalità di api operaie con conseguente  induzione della regina  a prolungare l’ovodeposizione per compensare le perdite. In tal caso è necessario intervenire subito con il trattamento sforchettando la covata.
Anche la posizione dell’apiario invernale può giocare a favore o sfavore di tali situazioni. Infatti un apiario che nel periodo autunnale riceve meno sole (più basso) o è posto in zone montane con temperature notturne più fredde avrà mantenuto condizioni interne stabili con conseguente assenza di covata, mentre una postazione maggiormente esposta al sole e circondata da prati con fioriture anomale per il caldo (raccolta polline) come avvenuto quest’anno potrà aver invece indotto ad una ripresa della covata. Osservate anche questi particolari.
La caduta di Varroa nel trattamento è stata medio-alta, nell’ordine di 250-500 unita. Sicuramente si tratta di un’infestazione importante rispetto ai dati sulle cadute del trattamento estivo.
Per tali motivi e per la ripresa della covata citata si consiglia nella zona della Valbelluna di eseguire a fine mese di novembre o a inizio dicembre un ulteriore trattamento sublimato nelle ore centrali in una giornata assolata con volo di api e con totale assenza di covata (verificata alzando il telaino nido centrale) per avere maggiore garanzia sull’efficacia di riuscita dell’intervento autunnale.
Buon lavoro e ci vediamo ai prossimi incontri di aggiornamento di tecnica apistica.
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